RUBRICA BAD TASTE - IL MISTERO DEL BOSCO

RUBRICA BAD TASTE VOL. I

THE WOODS (IL MISTERO DEL BOSCO)

 

Io ho una mia antica teoria, che nel tempo non ho mai modificato: guardare film brutti ogni tanto fa bene, perchè ti permette poi di gustare appieno quelli belli. Se si guardassero sempre e solo capolavori, si finirebbe in uno stato di assuefazione qualitativa, che renderebbe più difficoltosa la consapevolezza del reale valore di un’opera.

Ed ecco allora un’altra nuova rubrica, intitolata Bad Taste, come un magnifico film ultra-splatter di Peter Jackson del 1987; in questo caso però il titolo fa riferimento al suo significato italiano, cattivo gusto. E quindi qui si parlerà, appunto, di film brutti, ma brutti davvero. Film non riusciti, falliti, incompiuti, irritanti, sbagliati, orrendi. Un simpatico calderone di cine-schifezze.

 

Per cominciare, in giubilo e letizia, entra prepotentemente in questa categoria The Woods (Il mistero del bosco), horror americano del 2005, di Lucky McKee, presentato in anteprima italiana due anni fa al Ravenna Nightmare Film Festival, e poi uscito sul mercato nostrano per l’home video e il satellite. Lo vidi proprio a Ravenna, e mi fece un’impressione rivoltante. Ho trovato il coraggio di rivederlo recentemente, e confermo quanto sopra.

Per chi non l’avesse visto non c’è neanche bisogno di riassumere la trama, perchè The Woods, dal punto di vista narrativo, è una tremenda, lampante e imbarazzante scopiazzatura di Suspiria. Questo già è un difetto non da poco, ma ci si potrebbe anche passare sopra. In fondo anche La casa dei 1000 corpi di Rob Zombie è un remake mascherato del Texas Chainsaw Massacre, ad esempio: eppure è un film splendido, perchè pieno zeppi di invenzioni visive, talento registico, piccoli e gustosi aggiustamenti rispetto alla materia originale.

Tutte qualità di cui The Woods è clamorosamente sprovvisto. Dura 85 minuti, e sembrano 300, tale è la piattezza con cui si dipana il prevedibilissimo svolgersi degli eventi. Non c’è traccia di una benchè minima idea che non sia derivativa e già (stra)vista. Ci sono personaggi così cattivi e antipatici che verrebbe voglia di prenderli a bastonate sulla testa, e verso i quali non si riesce a provare la benchè minima empatia filmica. Stessa cosa, peraltro, per i personaggi “buoni”. Nell’era dell’iper-tecnologia, gli effetti speciali riesumano vergognosamente quelli di Evil Dead, e si nota lontano un chilometro la loro artificiosità. La regia è più anonima dell’anonimato stesso. Il finale è farlocco e appiccicato lì senza arte nè parte.

E dulcis in fundo c’è Bruce Campbell, attore feticcio del cinema horror contemporaneo, eroe della trilogia raimimiana, e altrove capace di prove sorprendenti e splendide (per favore recuperate il magnifico Bubba Ho-Tep); qui il buon Bruce compare a inizio film, bolso e strabolso, sfoderando un sorrisone idiota, senza dire una sola parola (un colpo di genio dello sceneggiatore...sigh), e poi ricompare nella parte finale, vomitando liquami nerastri (!), e sfoderando un’ascia quasi a voler celebrare i suoi passati successi (!!). Che divina tristezza.

E pensare che McKee ha trovato perfino posto nei Masters of Horror. Mamma mia.

By cinemystic // lunedì, 28 luglio 2008+10:00
cinema, horror, cinema americano, splatter/gore, rubrica bad taste, il mistero del bosco
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Cinemystic: parole di cinema, parole di Arte, in piena libertà, senza paure e senza censure. Un occhio limpido verso il mondo, le immagini, le note, le passioni.

Chi sono

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Nome: Alessio Gradogna
Un critico cinematografico, un uomo innamorato dell'Arte, che ha voglia di dire quello che pensa, senza inibizioni. Sono nato nel 1978, in un ameno paese della provincia di Vercelli. Ho iniziato ad appassionarmi di cinema, in particolare di cinema horror, sin dalla giovane età (quando avevo 8/9 anni non mi perdevo una puntata di Zio Tibia, e a 11 anni, appena posseduto il mio primo videoregistratore, andavo in videoteca a noleggiare film tipo Re-Animator e altri splatter-gore di quel genere). Mi sono diplomato in Ragioneria, e poi ho frequentato la facoltà di Lettere a Vercelli. Ho iniziato a occuparmi seriamente di cinema frequentando alcuni corsi all’Università, e studiando molto anche da autodidatta, leggendo manuali e opere di saggistica, guardando centinaia di film, e scrivendo la mia tesi di laurea, intitolata “La rappresentazione filmica del Dracula di Bram Stoker”. Mi sono laureato nel 2002, e nel contempo ho mosso i primi passi nell’attività di critico scrivendo recensioni e articoli vari per l’ora defunto portale Horrorcult. Nel 2004 ho vinto una delle sezioni del concorso nazionale di critica “Giovane e Innocente”, grazie a un articolo intitolato “The Addiction: la tragedia assoluta”. Sempre nel 2004 ho iniziato a collaborare con il sito EffettoNotte di Torino e con il rinomato web magazine Sentieri Selvaggi di Roma (una delle riviste più seguite in Italia), per il quale sono responsabile della rubrica “Horror & SF”. Dopo oltre tre anni collaboro ancora con entrambi i siti, scrivendo recensioni, articoli di approfondimento e reportage dai festival sparsi in giro per l’Italia ai quali partecipo come accreditato stampa. Mi occupo di cinema a 360°, sempre con una particolare specializzazione per l’horror ma spaziando in tutti i generi della Settima Arte e in tutte le epoche. In questi anni sono usciti miei articoli anche sul sito FilmHorror e sulle riviste cartacee Nocturno e Inside. In tutto, dal 2003 ad oggi, ho pubblicato circa 150 articoli. Nel 2006 sono stato membro della giuria in qualità di critico durante il Pesaro Horror Festival, e ho pubblicato, per la casa editrice Falsopiano, il mio primo libro, scritto a quattro mani con l’amico e collega Fabio Tasso. Si intitola “Tokyo Syndrome – Le nuove frontiere dell’horror giapponese”, e abbiamo effettuato conferenze di presentazione del libro a Pesaro (Pesarhorrorfest), Ravenna (Nightmare Film Festival), Torino (Torino Film Festival) e Roma (Cineclub Detour). Posseggo una bella cineteca, di cui mi vanto, di quasi 2000 film. Negli scorsi mesi ho infine scritto, questa volta da solo, il mio secondo libro. Si intitola “I dannati e gli eroi – Il cinema di Guillermo Del Toro”, ed è stato appena pubblicato dalla casa editrice Il Foglio di Gordiano Lupi. Oltre al cinema, ho infinite altre passioni, su tutte: la musica, la letteratura, il tennis, l’erotismo, l’Arte in ogni suo respiro. Per contatti, critiche, opinioni, proposte di collaborazione, potete contattarmi direttamente anche alla mail: alessio.gradogna@hotmail.it


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