MOMENTI DI GLORIA

Che film, lo sport, quando regala emozioni così. Ieri è stata una giornata colossale, da questo punto di vista. Cinema allo stato puro, che devia nella realtà, una realtà da superbo batticuore.

Cominciamo dal tennis, il mio sport da sempre. A Parigi, nel palazzetto di Bercy (che ho visitato tre mesi fa mentre ero in viaggio nella Ville Lumiere), si disputa uno dei tornei più importanti della stagione. A sorpresa, un francese, nonché uno dei miei giocatori preferiti, Jo-Wilfred Tsonga, arriva in finale, inanellando turno dopo turno una serie di grandi partite che puntualmente lo vedono sfavorito sulla carta ma vincitore sul campo. Non aveva mai vinto un torneo di così alto livello in carriera, Tsonga, ed era da 7 anni che un francese non vinceva più a Bercy.

Scorre la finale, Jo offre una prestazione splendida, 15000 persone, con il solito calore francese, lo spingono con un tifo inarrestabile. Punto dopo punto, fino alla fine, Tsonga ci mette tutte le qualità, le doti atletiche, il carisma. Lotta, carica il pubblico che lo trascina con il cuore. E vince, scoppiando in lacrime, salendo in tribuna a ringraziare i genitori, guardando verso il cielo per ricordare la nonna che non c’è più.

Un bravo ragazzo, umile e onesto, che manda letteralmente in delirio me, tutta Bercy, e tutta la Francia. Oggi i titoli dei principali quotidiani d’oltralpe, L’Equipe, Le Monde, Le Figaro, Le Parisien, sono tutti per lui (perché lì il calcio non fagocita tutto come accade invece in Italia). Tsonga vince, Parigi esplode, e per me arriva una delle più belle gioie tennistiche degli ultimi anni! Non c'è niente da fare, la mia simbiosi con la Francia è sempre più forte e radicata…

 

Neanche il tempo di razionalizzare la vittoria, e mi metto a guardare il Gran Premio di Formula 1. Uno sport che avevo quasi totalmente abbandonato negli ultimi anni, eroso dalla noia delle corse, e che ho riscoperto quest’anno, grazie a un mondiale pazzo e divertente. Tutta l’Italia tifa per Massa, io ovviamente vado controcorrente e tifo Hamilton. E’ la corsa decisiva… e il fato si inventa un thriller totalmente folle, un’incredibile sceneggiatura che neanche gli autori di Hitchcock, Argento, Lang e Chabrol messi insieme avrebbero potuto architettare. Hamilton deve arrivare quinto per vincere il titolo… a 7 giri dalla fine è proprio quinto. Si addensano nuvoloni, comincia a piovere, tutti corrono ai box a cambiare le gomme, rientrano, non si capisce più niente. Hamilton è ancora 5°, il titolo è ancora suo, per un pelo. Ma al terzultimo giro sbaglia una frenata, Vettel che era dietro di lui lo supera, ora è 6°, e Massa sarebbe campione. La beffa più atroce si sta materializzando.

Negli ultimi due giri Hamilton cerca disperatamente di ripassare Vettel, ma non ce la fa, non ce la fa. Massa taglia il traguardo, gli dicono alla radio che è campione, i suoi genitori ai box saltano e piangono. Trenta secondi dopo arriva Hamilton, sesto dietro a Vettel. Sono basito, mani tra i capelli. Ma in sovraimpressione appare la scritta 5 Hamilton. Quinto? Come è possibile? Per un secondo si ferma il respiro, tra il dubbio e l’incredulità. E poi si svela il coup de théâtre più inimmaginabile: alla penultima curva Hamilton e Vettel hanno superato un’altra macchina, che procedeva lentamente perché aveva le gomme da asciutto. Nessuno se n’era accorto. Quindi Hamilton è 5°, ed è campione. Alla penultima curva dell’ultima corsa. Tutti piangono, tutti esultano, alcuni non capiscono. Si mescolano emozioni, lacrime di gioia e lacrime di atroce delusione. Il finale più incredibile della storia della Formula Uno.

Che film. Qualcuno ci scriva su una sceneggiatura, per favore. Qui c’è materia per un adattamento cinematografico di alto livello. Quel sorpasso di Hamilton alla penultima curva è un po’ come la rovesciata di Pelè in Fuga per la Vittoria, un po’ come l’ultimo pugno di Balboa in Rocky IV, o di Jake La Motta in Toro Scatenato, un po’ come l’ultimo metro dei corridori in Momenti di Gloria. Solo che stavolta è stato tutto reale.

Evviva lo sport, quando sa regalare emozioni così pure, intense, pulite, vibranti, indimenticabili.

By cinemystic // lunedì, 03 novembre 2008+09:59
cinema, sport, vita vissuta, calcio, parigi, emozioni, premiazioni, tennis, cinema americano, rocky balboa
commenti (2)
permalink

ONORE A STEFANO BORGONOVO

Questo articolo non c’entra nulla con il cinema. Ma mi sento dentro la necessità di doverlo scrivere. C’era una volta un giocatore di nome Stefano Borgonovo, attaccante della Fiorentina nei primi anni ’90. Un idolo della giovinezza per chi come me tifa Viola fin da quando era bambino.

Oggi c’è ancora, Stefano Borgonovo, ma a poco più di 40 anni è completamente immobilizzato su una sedia a rotelle, vittima di una orribile malattia chiamata SLA (o morbo di Gehrig) che toglie la funzionalità a tutti i muscoli del corpo, e di cui ancora non si conoscono scientificamente né le cause né le cure. Stefano non può compiere nessun movimento, può muovere soltanto gli occhi e la bocca, ma non può parlare, e comunica attraverso un computer che registra i suoi pensieri convertendoli foneticamente in frasi pronunciate elettronicamente o in scritte che appaiono sullo schermo. Sua moglie Chantal e i suoi figli lo assistono 24 ore su 24.

 

Poco tempo fa Stefano ha deciso, con infinito coraggio e invidiabile dignità, di rendere pubblica la sua situazione, di mostrare alla televisione la propria devastante condizione. Fiorentina e Milan hanno organizzato un’amichevole a Firenze, con lo scopo di devolvere interamente l’incasso per aiutare la ricerca contro questa atroce malattia. La serata si è svolta ieri, e abitando purtroppo lontano da Firenze ho potuto solo guardarla in Tv, trasmessa da Sky (perché per quegli imbecilli della Rai era troppo eliminare per una sera una fottuta fiction per trasmettere un qualcosa di infinitamente più importante).

C’erano giocatori di Fiorentina e Milan di adesso, e tante altre “vecchie glorie”, compagni di squadra di Stefano negli anni in cui indossava gli scarpini e terrorizzava le difese avversarie. C’erano Baresi, Gullit, Donadoni, Nappi, Antognoni, Sacchi, Galli, Massaro, Sacchi, Terim, tanti altri, e ovviamente un grande uomo di nome Cesare Prandelli, che meno di un anno fa ha perso la moglie per una grave malattia, e quindi sa bene cosa si prova.

Quasi 30.000 persone hanno riempito lo stadio. Prima dell’inizio dell’amichevole Borgonovo è sceso in campo, affiancato dal fraterno amico Roberto Baggio, che trainava la carrozzina, e dalla figlia, con indosso la maglia Viola. Baggio ha portato la carrozzina sotto la curva Fiesole, e tutti si sono alzati in piedi per applaudire Stefano, un applauso interminabile, durato minuti interi. Stefano stava lì, ovviamente immobile, ma con un sorriso pieno di voglia di vivere, e muovendo e strizzando gli occhi cercava di ringraziare a suo modo tutti quanti, per l’affetto che gli stavano tributando.

Tanta gente si è commossa, e non solo il pubblico. C’erano anche i giocatori, colleghi e amici ed ex compagni, con gli occhi lucidi. Ruud Gullit è crollato e ha pianto come un bambino. Poi si è giocata la partita, Stefano l’ha seguita interamente, a bordo campo, con Baggio al suo fianco, e ogni tanto tramite computer mandava dei messaggi che apparivano su un maxischermo. Messaggi di ringraziamento, di speranza, ma anche carichi di simpatia, di ironia, segno di una persona che non vuole mollare, che vuole vivere, lottare, crederci. Chi segnava correva da lui ad abbracciarlo, il pubblico continuava a intonare cori ed esporre striscioni in suo onore. Dopo la partita un altro giro di campo, con il fido Baggio a fianco, altri minuti di intensi e infiniti applausi.

 

E’ stata una serata stupenda. Il pubblico di Firenze si è dimostrato magnifico, e mi ha fatto sentire fiero di essere fiorentino, non di nascita ma di adozione. Stefano si è mostrato, senza paura, con immensa dignità, per comunicare al mondo la disgrazia sua e di tutte le persone meno famose colpite da questa malattia, e per lanciare un messaggio di aiuto, di forza, di speranza, di vita.

Quanti di noi sarebbero in grado di trovare la forza per continuare a vivere in una situazione simile? Quanti di noi sarebbero capaci di affrontare una tragedia simile se colpisse uno dei nostri cari? Perché trascorriamo il tempo a roderci il fegato per quotidiane stronzate senza importanza, invece di goderci appieno la fortuna che abbiamo ad avere anche solo la salute?

Grazie Stefano, per il coraggio, per come ci hai fatto riflettere. Grazie Firenze, per la civiltà e l’umanità che hai dimostrato. Ieri è stata una delle serate più emozionanti che io abbia trascorso da tanto tempo a questa parte. Ho pianto copiosamente, e non mi vergogno minimamente a dirlo.

I tuoi occhi, e il tuo sorriso, non li scorderò mai. Sperando che un giorno tu e tutti gli altri possiate vincere la partita più difficile, contro questa maledetta “stronza”, come l’hai definita. Anche se il destino è stato infame, non smettere mai di lottare. Ancora Grazie, Stefano.

By cinemystic // giovedì, 09 ottobre 2008+15:59
sport, vita vissuta, calcio, speranza, firenze, emozioni, fiorentina, stefano borgonovo
commenti (2)
permalink

Cinemystic: parole di cinema, parole di Arte, in piena libertà, senza paure e senza censure. Un occhio limpido verso il mondo, le immagini, le note, le passioni.

Chi sono

Utente: cinemystic
Nome: Alessio Gradogna
Un critico cinematografico, un uomo innamorato dell'Arte, che ha voglia di dire quello che pensa, senza inibizioni. Sono nato nel 1978, in un ameno paese della provincia di Vercelli. Ho iniziato ad appassionarmi di cinema, in particolare di cinema horror, sin dalla giovane età (quando avevo 8/9 anni non mi perdevo una puntata di Zio Tibia, e a 11 anni, appena posseduto il mio primo videoregistratore, andavo in videoteca a noleggiare film tipo Re-Animator e altri splatter-gore di quel genere). Mi sono diplomato in Ragioneria, e poi ho frequentato la facoltà di Lettere a Vercelli. Ho iniziato a occuparmi seriamente di cinema frequentando alcuni corsi all’Università, e studiando molto anche da autodidatta, leggendo manuali e opere di saggistica, guardando centinaia di film, e scrivendo la mia tesi di laurea, intitolata “La rappresentazione filmica del Dracula di Bram Stoker”. Mi sono laureato nel 2002, e nel contempo ho mosso i primi passi nell’attività di critico scrivendo recensioni e articoli vari per l’ora defunto portale Horrorcult. Nel 2004 ho vinto una delle sezioni del concorso nazionale di critica “Giovane e Innocente”, grazie a un articolo intitolato “The Addiction: la tragedia assoluta”. Sempre nel 2004 ho iniziato a collaborare con il sito EffettoNotte di Torino e con il rinomato web magazine Sentieri Selvaggi di Roma (una delle riviste più seguite in Italia), per il quale sono responsabile della rubrica “Horror & SF”. Dopo oltre tre anni collaboro ancora con entrambi i siti, scrivendo recensioni, articoli di approfondimento e reportage dai festival sparsi in giro per l’Italia ai quali partecipo come accreditato stampa. Mi occupo di cinema a 360°, sempre con una particolare specializzazione per l’horror ma spaziando in tutti i generi della Settima Arte e in tutte le epoche. In questi anni sono usciti miei articoli anche sul sito FilmHorror e sulle riviste cartacee Nocturno e Inside. In tutto, dal 2003 ad oggi, ho pubblicato circa 150 articoli. Nel 2006 sono stato membro della giuria in qualità di critico durante il Pesaro Horror Festival, e ho pubblicato, per la casa editrice Falsopiano, il mio primo libro, scritto a quattro mani con l’amico e collega Fabio Tasso. Si intitola “Tokyo Syndrome – Le nuove frontiere dell’horror giapponese”, e abbiamo effettuato conferenze di presentazione del libro a Pesaro (Pesarhorrorfest), Ravenna (Nightmare Film Festival), Torino (Torino Film Festival) e Roma (Cineclub Detour). Posseggo una bella cineteca, di cui mi vanto, di quasi 2000 film. Negli scorsi mesi ho infine scritto, questa volta da solo, il mio secondo libro. Si intitola “I dannati e gli eroi – Il cinema di Guillermo Del Toro”, ed è stato appena pubblicato dalla casa editrice Il Foglio di Gordiano Lupi. Oltre al cinema, ho infinite altre passioni, su tutte: la musica, la letteratura, il tennis, l’erotismo, l’Arte in ogni suo respiro. Per contatti, critiche, opinioni, proposte di collaborazione, potete contattarmi direttamente anche alla mail: alessio.gradogna@hotmail.it


I Miei Libri





Rubriche

BAD TASTE
CULT COLLECTION
NEW VISIONS
ORRORI ALLA FRANCESE

Categorie / Film Recensiti

10 cose di noi
11 settembre 2001
30 giorni di buio
4 mesi 3 settimane 2 giorni
a lnterieur
american gigolò
amore
animali
anne rice
antichrist
be kind rewind
breakfast on pluto
brian yuzna
cabal
cabin fever
calcio
candyman
caos calmo
cappuccetto rosso
cemento armato
centochiodi
china blue
cine-boutade
cinema
cinema americano
cinema animazione
cinema australiano
cinema britannico
cinema francese
cinema italiano
cinema orientale
cinema spagnolo
cinema tedesco
classifiche
clive barker
cloverfield
concerti
cortometraggi
cultura
david lynch
dead snow
diary of the dead
dolls
donkey punch
doomsday
dracula
drag me to hell
e venne il giorno
eden lake
emmanuelle beart
emozioni
erotismo
estremo
facebook
famiglia
feed
film per la tv
fiorentina
firenze
frontieres
fuoco cammina con me
gerard damiano
ghost son
giochi
go go tales
gods of metal 2008
gola profonda
guardami
guillermo del toro
halloween
happiness
hardcore
hellboy 2
horror
horror 2008
hostel 2
house of flesh mannequins
il messaggero
il miglio verde
il mio miglior amico
il mistero del bosco
il nascondiglio
il papa di giovanna
il petroliere
il pianista
il serpente alato
in bruges
indovinello cinefilo
interview
into the wild
io sono leggenda
jesus franco
joshua
juliette binoche
kate winslet
kaurismaki
la banda baader meinhof
la maschera del demonio
la patata bollente
la promessa dellassassino
la ragazza del lago
la terza madre
la vie en rose
lascia perdere johnny
lasciami entrare
le luci della sera
le ricamatrici
le tre sepolture
le vite degli altri
les enfants du paradis
letteratura
liguana dalla lingua di fuoco
locchio del male
lorna
lultimo spettacolo
lynch
malefique
martyrs
metal
musica
nanni moretti
nel nome del male
no country for old men
onde
orrori alla francese
paranoid park
parigi
parma
parodie
platoon
politica
premi oscar
premiazioni
provenza
racconti
ratatouille
rec
redacted
reign over me
rocky balboa
rogue
roma
roman polanski
rovine
rubrica bad taste
rubrica cult collection
rubrica new visions
rubrica trick or threat
scoop
sean penn
sesso
shion sono
societa
speranza
splatter/gore
sport
stefano borgonovo
stephen king
stuart gordon
stuck
suicide club
sweeney todd
telefilm
template
tennis
the burning plain
the devils rejects
the girl next door
the kingdom
the mangler
the manson family
the messengers
the millionaire
the mist
the night flier
the rage
the wrestler
torino film festival
tutta la vita davanti
twin peaks
two lovers
un altra giovinezza
underground
vacancy
vampiri
vasco rossi
viaggi
vincent price
vinyan
vita vissuta
war movies
western
within temptation
yuppi du

Statistiche

*loading* visitatori...

Archivio

oggi
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008

Commenti

Ale55andra in ANTICHRIST
utente anonimo in ANTICHRIST
cinemystic in ANTICHRIST
utente anonimo in ANTICHRIST
cinemystic in 30 GIORNI DI BUIO
cinemystic in JOSHUA
Ale55andra in 30 GIORNI DI BUIO
Ale55andra in JOSHUA
cinemystic in RANDOM VISIONS
cinemystic in 30 GIORNI DI BUIO

Membri del blog

 Il mio profilo Contattamiarmapo

Altri Blogs + Links

Bel blog cinematografico di Andrea Fontana
Bellissima recensione de "I dannati e gli eroi"
La rubrica horror che dirigo da anni
Liberblog (interessante blog socio-letterario)
Nido di Rodan (ottimo blog cinematografico)
Recensione de "I Dannati e gli Eroi"
Recensione di Tokyo Syndrome
Recensione di Tokyo Syndrome
Rivista su cui scrivo abitualmente
Un blog importantissimo
Utile scuola di cinema on line

Crediti

f3fin4

Attenzione!!!

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001